Bianca Balti rompe il silenzio con uno sfogo amaro e accorato rivolto alle case farmaceutiche, accusate di non garantire l’accesso tempestivo ai farmaci oncologici necessari per la sua salute. La modella italiana, da poco in remissione dopo una diagnosi di tumore ovarico, ha affidato ai social un messaggio chiaro: “I farmaci che sto aspettando non sono facoltativi, mi salvano la vita”.
In un post pubblicato sul suo profilo, Balti ha denunciato apertamente i ritardi nella disponibilità delle terapie salvavita, taggando direttamente le aziende farmaceutiche coinvolte. “Devo viaggiare per lavoro – ha scritto – ma non posso farlo in sicurezza senza le pillole che mi state negando. Ho esaurito la pazienza e il tempo. Ho bisogno che vi diate una mossa”.
L’indignazione della modella nasce da ore passate al telefono, tra rimpalli e mancate risposte: “Nessuno si assume la responsabilità. Nessuno se ne occupa. State fallendo proprio quando c’è più bisogno di voi. Ed è inaccettabile”, ha aggiunto.
Balti, 40 anni, aveva reso pubblica la sua battaglia contro il cancro lo scorso settembre, condividendo con i fan la diagnosi di un tumore ovarico. Dopo un intervento chirurgico e un ciclo di chemioterapia, ha recentemente annunciato di essere in remissione, mostrando con orgoglio anche i primi segni della ricrescita dei capelli. Pochi giorni fa, celebrava con entusiasmo la sua nuova copertina su una rivista e si diceva “fortunata e grata alla vita”.
Ora, però, il ritorno alla normalità e alla sua carriera internazionale è ostacolato dall’assenza di quei medicinali fondamentali per la prevenzione e il controllo della malattia. Il suo grido di allarme riaccende i riflettori sul tema, ancora troppo poco discusso, dell’accessibilità ai farmaci oncologici, soprattutto per pazienti che, come Balti, affrontano la malattia con coraggio, ma anche con responsabilità.





