Un dramma oscuro e ancora pieno di interrogativi quello che si è consumato sabato pomeriggio nel cuore verde della Capitale, a Villa Pamphili. Due corpi, una donna e una neonata, sono stati trovati senza vita in due punti distinti del parco, a circa duecento metri di distanza l’uno dall’altro. Potrebbero essere madre e figlia, entrambe presumibilmente originarie dell’Est Europa e parte della comunità di senza fissa dimora che popola da anni gli angoli più nascosti della storica villa romana.
Gli inquirenti ipotizzano un duplice omicidio aggravato. La Procura di Roma, con il sostituto procuratore Antonio Verdi e il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, coordina l’inchiesta. A far chiarezza sui fatti saranno ora le analisi del DNA, che dovranno confermare il legame tra le due vittime e, soprattutto, dare loro un’identità.
Un testimone ha riferito di aver visto, poche ore prima del ritrovamento, un uomo aggirarsi nel parco con qualcosa in braccio. Un dettaglio agghiacciante, che potrebbe riferirsi al cadavere della neonata. La polizia è ora sulle sue tracce, mentre sono state acquisite le immagini di videosorveglianza della zona per cercare ulteriori elementi utili.
In parallelo, altri testimoni parlano di una “donna vestita di nero” che nei giorni precedenti era stata vista vagare nei pressi della villa, colpendosi ripetutamente la testa in evidente stato confusionale. Suggestione o figura chiave? Gli investigatori non escludono alcuna pista.
A fare la macabra scoperta sono stati due gruppi di persone diverse. Il corpo della donna, apparentemente intorno ai 40 anni, è stato trovato da una ragazza che si era allontanata per un bisogno fisiologico. “Spuntava un braccio, il sinistro, era come ripiegato sulla testa”, ha raccontato ancora scossa. Il cadavere era parzialmente coperto da un sacco nero, e non infilato dentro come inizialmente ipotizzato. Nessun segno evidente di violenza, ma uno stato avanzato di decomposizione che lascia ipotizzare una morte avvenuta diverse ore, forse giorni, prima rispetto a quella della bambina.
Il corpicino della piccola, tra i 5 e i 10 mesi di età, è stato trovato nascosto tra i rovi. “Sembrava un bambolotto”, ha raccontato un uomo ancora sotto shock. “Non ci posso credere. Era una scena orribile. Io ero nel panico, non sapevo cosa fare”.
Martedì è prevista l’autopsia su entrambi i corpi, che dovrà stabilire cause e tempi dei decessi. Al momento non sono emerse tracce di trascinamento o segni di veicoli: tutto fa pensare che i corpi siano stati collocati in quei punti a piedi, con cura e forse con l’intento di occultarli.
Villa Pamphili, pur essendo uno dei luoghi più amati e frequentati dai romani, ospita da anni una comunità sommersa di senzatetto. Nascosti tra cespugli, grotte naturali e strutture abbandonate, vivono lontano dagli occhi della città. Le due vittime potrebbero provenire proprio da questo contesto di estrema fragilità sociale, dove la vita e la morte possono consumarsi nel silenzio più assoluto.





