Roma – Una donna di 47 anni, originaria dell’Ecuador, è morta domenica sera al pronto soccorso del Policlinico Umberto I dopo aver accusato un malore durante un intervento di liposuzione in uno studio di medicina estetica situato nel quartiere Primavalle, in zona Torrevecchia. Il centro era privo delle necessarie autorizzazioni sanitarie, e sull’accaduto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la paziente ha iniziato a sentirsi male nel corso dell’intervento. Nonostante l’evidente emergenza, il personale medico presente — composto da un chirurgo estetico, un anestesista e un’infermiera — avrebbe tentato inizialmente di rianimarla senza allertare tempestivamente i soccorsi. Solo dopo diverse ore è stata contattata un’ambulanza privata con medico a bordo, evitando deliberatamente di chiamare il 118.
La donna è stata trasportata d’urgenza al Policlinico Umberto I poco prima delle 20, ma per lei non c’è stato nulla da fare. È deceduta poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.
Le autorità hanno immediatamente avviato le indagini, ponendo sotto sequestro lo studio medico. Tre sanitari — il chirurgo estetico, l’anestesista e l’infermiera presenti durante l’operazione — sono stati iscritti nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato è omicidio colposo, con l’aggravante della gestione inadeguata dell’emergenza.
Il titolare della struttura, il medico peruviano Jose Lizarraga Picciotti, 65 anni, non è nuovo alle cronache giudiziarie. Era già stato denunciato per lesioni personali in relazione a due precedenti interventi di chirurgia estetica, risalenti al 2006 e al 2018. Anche l’anestesista risulterebbe avere precedenti, sebbene non legati alla sua attività professionale.
Lo studio, pur continuando a operare, era privo di autorizzazione sanitaria dal 2012: l’ultima regolare concessione risale infatti al 2007, ed è scaduta cinque anni dopo senza essere mai rinnovata. Nonostante ciò, l’ambulatorio ha proseguito la propria attività come se nulla fosse, eseguendo interventi anche di natura chirurgica.
L’autopsia, disposta dal pubblico ministero Andrea D’Angeli, sarà affidata mercoledì. L’esame autoptico sarà cruciale per chiarire le cause esatte del decesso e verificare eventuali negligenze o errori durante l’operazione. Le indagini sono affidate alla Polizia di Stato, che sta passando al vaglio la documentazione sanitaria e ascoltando testimoni, collaboratori e pazienti dello studio.
Il caso riporta l’attenzione su un tema spesso sottovalutato: la sicurezza degli interventi estetici eseguiti in strutture private, talvolta prive di autorizzazioni e senza protocolli d’emergenza adeguati. Un intervento di liposuzione, apparentemente di routine, può trasformarsi in tragedia se non condotto con il necessario rigore medico e in ambienti controllati.
Le autorità invitano i cittadini a verificare sempre l’affidabilità delle strutture presso cui intendono sottoporsi a interventi, anche estetici, e denunciare eventuali irregolarità. Nel frattempo, la procura prosegue il lavoro per accertare ogni responsabilità nella catena di eventi che ha condotto alla morte della 47enne.





