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“Picchiata per non aver pulito”: imputazione coatta per un padre violento a Sturno

Era costretta a vivere in un clima di paura, tra violenze fisiche e privazioni affettive e materiali. È il drammatico racconto di una ragazzina minorenne, originaria di Sturno, che ha trovato il coraggio di denunciare il padre, un uomo di 57 anni, accusandolo di maltrattamenti ripetuti all’interno delle mura domestiche. Oggi, a distanza di un anno dalla denuncia, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, Gennaro Lezzi, ha disposto l’imputazione coatta nei confronti dell’uomo, accogliendo l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal legale della minore, l’avvocato Simone Imparato.

Le accuse mosse dalla giovane sono pesanti e tracciano un quadro familiare segnato da sopraffazione e abusi. Secondo quanto riportato nell’inchiesta, la ragazza sarebbe stata più volte colpita dal padre per motivi futili, come il mancato riordino della casa. In un episodio, riferisce la minore, sarebbe stata percossa con il manico di una scopa sulla testa e sulla spalla. Le aggressioni, stando alle sue parole, erano quasi quotidiane, al rientro dell’uomo dal lavoro.

Ma le violenze non si limitavano ai soli episodi fisici. La ragazzina ha raccontato ai carabinieri della locale stazione, ai quali si è rivolta in lacrime, di essere stata isolata dai coetanei, privata del cellulare e della possibilità di accedere liberamente a internet. Le era stato concesso l’uso di un solo dispositivo, programmato per ricevere chiamate esclusivamente dal padre. Tra le altre accuse, anche quella di non averle acquistato i libri scolastici necessari, compromettendo il suo diritto allo studio e contribuendo a creare una situazione di grave disagio psico-fisico.

A seguito della denuncia, i militari dell’Arma hanno verificato e documentato un quadro di restrizioni e maltrattamenti tale da richiedere l’immediato allontanamento della ragazza dall’abitazione paterna. Attualmente la minore è ospitata in una casa famiglia operativa sul territorio irpino, assistita da un curatore speciale nominato dal gip Fabrizio Ciccone: l’avvocato Costantino Sabatino.

Inizialmente, la Procura di Avellino – nella persona del pubblico ministero Cecilia De Angelis – aveva chiesto l’archiviazione del caso, ritenendo non sufficienti gli elementi raccolti. Ma l’opposizione presentata dalla parte offesa ha ribaltato le sorti dell’indagine: il giudice Lezzi ha ritenuto sussistenti gli estremi per procedere penalmente nei confronti del 57enne, disponendo l’imputazione coatta.

L’udienza preliminare è fissata per l’8 ottobre 2025. In quella sede sarà deciso se il padre dovrà affrontare un processo per maltrattamenti in famiglia. Difeso dall’avvocato Vincenzo Petruzzo, l’uomo si dichiara estraneo alle accuse. Tuttavia, il racconto della figlia e le risultanze raccolte dagli inquirenti delineano una realtà domestica fatta di privazioni, violenze e paura. Una realtà che ora attende giustizia.

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