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Cerimonia del Ventaglio 2025: vince Emilia Fimiani dell’Accademia di Belle Arti di Napoli

Ieri mattina, 30 luglio, si è svolta al Quirinale la caratteristica “cerimonia del ventaglio”, il rito di consegna di un ventaglio decorato al Presidente della Repubblica Italiana e ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato, un tradizionale omaggio da parte dell’Associazione stampa parlamentare.

Negli ultimi anni è diventata un’iniziativa che coinvolge le Accademie di belle Arti Italiane, che partecipano a un concorso per la realizzazione del ventaglio donato ai Presidenti. Quest’anno, a vincere il concorso è stata Emilia Fimiani, una ragazza di Montoro e studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, con un’opera dal titolo: “Oltremare: Oltrecielo”.

Fimiani, parlando della sua opera, afferma: «Questo ventaglio dispiegato come un’onda scolpita è una forma che cattura il grido profondo della cultura che si trasmette: un’alleanza armonica tra uomo e natura, un’energia che attraversa mari e confini che connette, trasporta, trasforma. La superficie rugosa del ventaglio, simile alla pelle di un mare in tempesta vibrante e densa, è trattata con una miscela di colla e blu di lapislazzuli, pietra antichissima giunta a noi da lontano, dalle remote montagne dell’Afghanistan fino alle sponde del Mediterraneo, testimone minerale di un dialogo tra civiltà che dura da millenni. Il blu che ne deriva è più di un colore: è traccia di viaggi, memoria di scambi, eco di parole pronunciate in lingue diverse, ma capaci di riconoscersi nello splendore condiviso di una bellezza comune. La superficie rugosa del ventaglio, simile alla pelle di un mare in tempesta vibrante e densa, è trattata con una miscela di colla e blu di lapislazzuli, pietra antichissima giunta a noi da lontano, dalle remote montagne dell’Afghanistan fino alle sponde del Mediterraneo, testimone minerale di un dialogo tra civiltà che dura da millenni. Il blu che ne deriva è più di un colore: è traccia di viaggi, memoria di scambi, eco di parole pronunciate in lingue diverse, ma capaci di riconoscersi nello splendore condiviso di una bellezza comune. Il gesto scultoreo si muove in onde, pieghe, stratificazioni che sembrano animate da una corrente invisibile: quella dei popoli in cammino, delle merci in viaggio, delle idee che scorrono veloci da un porto all’altro. In questa forma all’apparenza leggera ma potente, si annida il senso di un’umanità in dialogo che attraversa i mari non solo per conquistare, ma per incontrarsi portando cultura e conoscenze. Il mare non è barriera, ma luogo di passaggio e possibilità; è spazio ritmico, dove il moto delle onde assomiglia al fluire dei saperi, all’intreccio delle storie».

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