Non esiste al mondo linguaggio più universale della musica che, in quanto tale, è uno tra i pochi strumenti, accanto ad altre arti, di autentica reciproca comprensione tra culture d’eterogenea provenienza. La musica, ai cui ritmi danzano i cuori, consente sostanzialmente anche alla mente, e mi riferisco all’intelletto latente collettivo, di capire che tra esseri umani le differenze costituiscono una importantissima occasione di reciproco arricchimento perché, così come è in natura, l’ibridazione non depriva affatto i popoli delle loro caratteristiche, semmai ne amplia i contenuti e li rende più vitali. La chiusura, tanto culturale quanto materiale, impoverisce ed isola, mentre l’apertura, soprattutto quella mentale, permette di evolvere socialmente ma anche economicamente, come la storia umana ha ampliamente dimostrato.
La musica è una delle chiavi che aprono i portali della mentalità e spalancano le porte al progresso, soprattutto quando diventa motivo di incontro e coesione.
Non è quindi un caso se l’Amministrazione comunale di Lacedonia ha inaugurato un centro di aggregazione destinato a Casa della Musica in un prestigioso edificio di recente sottoposto a restauro conservativo, in grazia della sua storicità.
Si tratta della sconsacrata chiesa di Santa Maria della Consolazione. Tale tempio fu edificato nel 1503 al centro di un terreno coltivato a vigneto che misurava 5 rasole, all’incirca 2500 m2, donato in precedenza dal sacerdote don Giovanni Giacomo Di Muro, che ne era proprietario, alla importante Basilica di San Giovanni in Laterano di Roma (che oggi costituisce cattedrale romana). La Basilica concesse il beneplacito per la costruzione della chiesa, che da allora divenne Ente ecclesiastico a tutti gli effetti, rimanendolo fino alla eversione dell’asse ecclesiastico posta in essere nell’Italia postunitaria dalle forti connotazioni anticlericali. In tale luogo sono risuonati, nei secoli scorsi, antichi canti religiosi, ma anche le note di prestigiosi cori gregoriani ed il fatto che oggi sia diventato luogo di interazione culturale va proprio in direzione dell’accoglienza della persona in stato di difficoltà, la qual cosa, fino a prova contraria, costituisce uno dei caratteri peculiari, anche per la dottrina sociale della Chiesa cattolica, del cristianesimo: «Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato …» (Matteo 25, 35).
Questo evento è stato posto in essere nell’ambito dell’Accordo per la Coesione della Regione Campania, DGR 504 del 24/09/2024 – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027 – Fondo di rotazione ex lege 183/1987 DGR n. 616/2024 Piano strategico Cultura e Turismo 2025 –programma unitario di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico di portata nazionale e internazionale, che trova il suo periodo di svolgimento dal giugno 2025 al dicembre 2025”, in forza della deliberazione di Giunta regionale n. 229 del 29/04/2025 – Decreto dirigenziale n. 200 del 12/05/2025 “Irpiniautentica: cultura, natura, identità e spettacolo – Immersi tra i borghi alla scoperta dell’Irpinia d’oriente”.





