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Ucraina, svolta nei negoziati: Putin apre al bilaterale con Zelensky. Attesa per il trilaterale con Trump

La guerra in Ucraina arriva al giorno 1.273 e segna una possibile svolta diplomatica: dopo settimane di intensi contatti internazionali, Vladimir Putin ha accettato di incontrare Volodymyr Zelensky in un bilaterale che si terrà entro agosto, in una località ancora da definire. L’annuncio arriva all’indomani del summit a Washington tra il presidente ucraino, il candidato alla Casa Bianca Donald Trump, e diversi leader europei.

Il faccia a faccia sarà seguito da un trilaterale tra Putin, Zelensky e Trump, un formato che potrebbe rappresentare un punto di svolta nel tentativo di trovare una soluzione politica a un conflitto che dura da oltre tre anni.

Il presidente ucraino ha parlato con toni cautamente ottimisti: “Entro 10 giorni, gli alleati occidentali formalizzeranno le garanzie di sicurezza per l’Ucraina”, ha dichiarato Zelensky, confermando l’intenzione di proseguire lungo un percorso diplomatico. Quanto alla questione cruciale dei territori occupati, il leader di Kiev ha sottolineato: “È una decisione che spetta a me e a Putin”.

A gettare acqua sul fuoco dell’entusiasmo è stato Emmanuel Macron, che ha espresso scetticismo sulla reale volontà di Mosca di negoziare in buona fede. “L’impegno per la pace è necessario, ma dubito della sincerità di Putin”, ha affermato il presidente francese, ricordando i numerosi tentativi falliti di cessate il fuoco.

Più aperta invece la posizione dell’Italia. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che “è stata accolta la proposta italiana” per un percorso multilaterale che tenga insieme difesa, diplomazia e ricostruzione.

Mentre la diplomazia si muove, sul terreno la guerra non si ferma. Le autorità ucraine hanno denunciato nella notte una nuova ondata di attacchi russi con missili e droni, che ha colpito diverse città del paese, poche ore dopo la conclusione dei colloqui di pace a Washington. Al momento, non è ancora chiaro il bilancio dei danni e delle vittime, ma Kiev denuncia “un messaggio chiaro di Mosca per sabotare ogni dialogo”.

Al centro di questa nuova fase c’è l’ex presidente Donald Trump, che dopo il faccia a faccia con Zelensky ha contattato direttamente Vladimir Putin, convincendolo ad accettare un incontro con il presidente ucraino. Una mossa che, se confermata, rilancia la sua figura sul piano geopolitico in piena corsa per le elezioni presidenziali americane.

Trump, da tempo critico rispetto al coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto, potrebbe giocare il ruolo di mediatore decisivo, almeno nelle intenzioni dei promotori del nuovo formato negoziale.

La strada verso la pace resta lunga e irta di ostacoli, ma il calendario degli incontri annunciati nelle prossime settimane apre uno spiraglio concreto. Mai, dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, Putin e Zelensky erano arrivati così vicini a un faccia a faccia diretto.

Restano da sciogliere i nodi più critici: lo status dei territori occupati, la neutralità (o meno) dell’Ucraina, e il futuro delle garanzie militari occidentali. Ma per la prima volta da mesi, la parola “negoziato” sembra tornare al centro del tavolo.

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