Una giornata di ordinario turismo si è trasformata in tragedia al Colosseo, dove il 19 agosto una guida turistica di 56 anni, Giovanna Maria Giomarino, è deceduta improvvisamente dopo aver accusato un malore mentre accompagnava un gruppo di visitatori all’interno del sito archeologico più famoso d’Italia.
A nulla sono valsi i tentativi di soccorso, tempestivamente messi in atto dai colleghi del Parco Archeologico del Colosseo. Nonostante l’intervento rapido dei sanitari, per la donna non c’è stato nulla da fare. La notizia ha immediatamente scosso il mondo della cultura e del lavoro, sollevando interrogativi sulle condizioni in cui si trovano a operare ogni giorno guide turistiche e lavoratori del comparto culturale.
«In attesa che si chiariscano le cause del decesso, a partire dai ritmi di lavoro e dalle temperature elevate, esprimiamo tutto il nostro cordoglio per la scomparsa di Giovanna Maria e le più sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari», si legge in una nota diffusa dalla Cgil.
Il sindacato sottolinea come il nome della guida scomparsa vada ad aggiungersi alla «fin troppo lunga lista di persone che hanno perso la vita sul lavoro», ribadendo la necessità di accendere i riflettori sulle condizioni lavorative nel settore culturale, spesso trascurate rispetto ad altri comparti economici.
Nel comunicato, la Cgil non nasconde la sua indignazione per la decisione di riaprire il monumento al pubblico poche ore dopo la tragedia: «Ancora una volta, quando muore una persona sul lavoro, non si procede con la sospensione delle attività lavorative. Stigmatizziamo la scelta di riaprire il sito nonostante l’accaduto. È vero che le visite sono prenotate con largo anticipo, ma il rispetto per la vita umana e il cordoglio avrebbero dovuto prevalere su ogni altra considerazione».
Alle parole del sindacato si è aggiunto anche il cordoglio del Ministro del Turismo, Daniela Santanchè, che ha ricordato la figura di Giovanna Maria Giomarino come quella di «una professionista dedicata e appassionata» e ha espresso vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi della guida scomparsa.
«Il mio pensiero va a tutti coloro che, come Giovanna, dedicano la propria vita alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale. È nostro dovere – ha concluso il ministro – garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso della dedizione e del sacrificio di questi lavoratori».
Mentre le autorità stanno indagando per accertare le cause esatte del decesso – si ipotizza un colpo di calore o un evento cardiovascolare legato allo stress e alla fatica – cresce la pressione sul Ministero della Cultura e sulle istituzioni competenti affinché vengano prese misure concrete per tutelare chi lavora ogni giorno nei siti archeologici e culturali del Paese, spesso esposti a temperature estreme e turni intensi.





