La seduta pomeridiana della Camera, inizialmente prevista per commemorare il deputato Andrea Kirk, si è aperta tra forti tensioni tra maggioranza e opposizione a seguito dei cortei pro-Palestina svoltisi lunedì in varie città italiane. Il dibattito si è presto trasformato in un confronto acceso su Gaza, la gestione dell’ordine pubblico e il ruolo del governo.
Ad accendere la miccia è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, che ha chiesto ufficialmente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di riferire in Aula “su quanto accaduto durante i cortei per la Palestina”, esprimendo al contempo “solidarietà alle forze dell’ordine”. “C’è chi, strumentalizzando una tragedia, ha cercato di portare un attacco alle istituzioni”, ha dichiarato Bignami. “Se dobbiamo scegliere tra chi blocca i treni e chi porta la divisa, noi stiamo con i ragazzi che portano la divisa”.
Dura la replica del Movimento 5 Stelle con Riccardo Ricciardi, che ha accusato la maggioranza di voler “silenziare un movimento incredibile”. “Quello di Gaza è un genocidio di cui voi siete complici”, ha tuonato il pentastellato, rispedendo al mittente le accuse e invitando la maggioranza a rivolgersi piuttosto “al ministero dei Trasporti se i treni non funzionano”.
Sulla stessa linea il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi, che ha attaccato frontalmente la maggioranza: “Siete in difficoltà, siete minoranza”, ha affermato, suscitando proteste dai banchi del centrodestra.
La capogruppo del Partito Democratico Chiara Braga ha parlato di “un momento di coscienza collettiva” quello andato in scena lunedì in piazza, e ha denunciato “la fuga della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dall’Aula”. La richiesta di un intervento della premier in Parlamento per riferire sulla linea del governo in Medio Oriente è stata ribadita da tutte le forze di opposizione.
Il centrodestra ha respinto le accuse, con il deputato di Forza Italia Roberto Bagnasco che ha parlato di “sceneggiata” da parte delle opposizioni: “Ieri, oggi e domani siamo solidali con le forze dell’ordine”, ha detto, sottolineando che “Meloni verrà quando lo riterrà opportuno”.
Il leghista Alberto Bagnai ha reagito con indignazione: “Sentirsi accusati di complicità con un genocidio mi sembra lievemente esagerato. Rimandiamo l’accusa al mittente”, ha dichiarato, parlando di “immagini vere e false che ci rattristano”.
Un tono più istituzionale quello adottato da Roberto Giachetti di Italia Viva, che ha comunque riconosciuto l’importanza di quanto avvenuto in piazza: “Ieri è successa una cosa importante, un grande esercizio di democrazia. Ma non condivido l’accusa al governo di essere complice di un genocidio”.
Infine, tutti i gruppi parlamentari, compresi Noi Moderati, hanno aderito alla richiesta formale di audizione del ministro dell’Interno Piantedosi in Aula per riferire su quanto accaduto durante le manifestazioni.
Il dibattito conferma la profonda frattura politica e narrativa sul conflitto in Medio Oriente e sulla gestione interna del dissenso, mentre cresce la pressione sull’esecutivo per chiarire la propria posizione e rispondere alle domande dell’opinione pubblica.





