La guerra in Ucraina è entrata nel giorno 1.310 senza segnali concreti di una tregua. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un’intervista rilasciata ad Axios, ha lanciato un messaggio diretto al Cremlino: se la Russia non fermerà il conflitto, i funzionari russi dovrebbero cominciare a sapere dove si trovano i rifugi antiaerei più vicini. Una dichiarazione che riflette l’inasprirsi del clima, soprattutto alla luce delle nuove mosse diplomatiche e militari.
Zelensky ha inoltre rivelato di aver fatto una richiesta specifica a Donald Trump, nel caso in cui dovesse tornare alla Casa Bianca: un nuovo sistema d’arma che possa costringere Vladimir Putin a sedersi al tavolo dei negoziati. Il presidente ucraino ha sottolineato che l’attuale amministrazione statunitense sostiene Kiev nell’attaccare obiettivi in territorio russo, un passaggio che segna un ulteriore salto di qualità nella strategia occidentale.
Durante l’intervista, Zelensky ha anche parlato del suo futuro politico, lasciando intendere che non intende restare alla guida del Paese una volta raggiunta la pace. “Il mio obiettivo è porre fine alla guerra, non continuare a candidarmi”, ha affermato, escludendo la possibilità di un nuovo mandato presidenziale in tempo di pace.
Sul fronte europeo, il nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz ha chiesto all’Unione Europea di utilizzare i beni russi congelati per sostenere militarmente l’Ucraina. In un intervento sul Financial Times, Merz ha proposto un prestito da 140 miliardi di euro per Kiev, garantito dagli Stati membri dell’Ue e rimborsabile solo dopo che la Russia avrà risarcito i danni di guerra.
Nel frattempo, la tensione tra Mosca e la NATO resta alta anche nello spazio aereo. Il Comando Aereo Alleato ha segnalato che due caccia Gripen ungheresi, nell’ambito della missione Baltic Air Policing, sono decollati dalla base di Siauliai in Lituania per intercettare cinque aerei russi — un Su-30, un Su-35 e tre MiG-31 — che volavano in prossimità dello spazio aereo danese. Dall’altra parte dell’Atlantico, gli Stati Uniti hanno fatto sapere di aver schierato quattro F-16 e un velivolo di sorveglianza per monitorare la presenza di bombardieri e caccia russi vicino allo spazio aereo dell’Alaska.





