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Mattarella ricorda l’eccidio di Marzabotto: “Ricordare è un dovere morale e civile”

«Ricordare è un dovere. Ricordare è un seme di umanità che va sempre coltivato, perché contiene i valori fondativi della nostra comunità». Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commemorato oggi l’eccidio di Marzabotto, una delle più drammatiche stragi nazifasciste compiute in Italia durante la Seconda guerra mondiale.

Nel suo messaggio, il Capo dello Stato ha sottolineato come la memoria non debba essere solo esercizio del ricordo, ma anche spinta all’impegno, affinché simili tragedie non si ripetano: «Perché non accada mai più che le volontà di dominio cancellino i diritti umani, che le strategie di annientamento calpestino la vita e la sua irriducibile dignità».

Mattarella ha poi ribadito il valore della memoria storica come fondamento della libertà: «La storia insegna. Della storia un popolo vuol essere costruttore. È questa l’essenza della libertà e dell’indipendenza. Che vanno difese sempre, con coerenza, senza opportunismi, a ogni latitudine».

L’eccidio di Marzabotto, avvenuto tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, costò la vita a centinaia di civili, vittime delle rappresaglie delle truppe naziste nel territorio emiliano. Una ferita ancora viva nella coscienza democratica del Paese.

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