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Carenza di medici di base ad Avellino: intere famiglie costrette a spostarsi in provincia per una visita

Una lettera di denuncia di una delle tante famiglie di Avellino ritrovatasi senza medico di base, costretta a spostarsi in provincia anche per una semplice visita medica.

“Siamo nel 2025 e quando pensi che la sanità ha fatto progressi in ogni campo e la ricerca avanza….ti imbatti, all’improvviso, nel paradosso di rimanere senza il medico di base!

Sentiamo ogni giorno della mancanza dei medici di base: “ gli utenti sono tanti e i medici non riescono a coprire il fabbisogno” ma è assurdo tutto ciò! Intere famiglie sono rimaste senza l’assegnazione di un medico dopo il pensionamento del proprio (dott.ssa Maucieri).
Sul distretto di Avellino, ad esempio, non ci sono più medici da poter assegnare, bisogna spostarsi solo nei paesi limitrofi: Pietrastornina, Chianche, Santa Paolina, Prata di Principato Ultra, Altavilla…. Tutto ciò è improponibile, assurdo!

Come può una persona, anziana o giovane che sia, ammalata, che magari non guida e non ha nessuno che può accompagnarla, recarsi dal medico?

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale garantisce la tutela della salute a tutti i cittadini in modo universale equo e non discriminatorio e rispetto agli altri Paesi del mondo è il nostro fiore all’occhiello, visto che riconosce la salute come un diritto fondamentale. Questo aspetto fondamentale e importante passa in secondo piano e viene “macchiato” di negativo quando un semplice cambio di medico destabilizza una famiglia intera.

Spero che il buonsenso e una buona riorganizzazione possa risolvere questo problema complesso dei medici di base, perché così non si va lontano….”

Si tratta di una problematica ampiamente diffusa non soltanto ad Avellino, ma in moltissimi altri paesi dell’Irpinia e della Campania. Molti medici stanno andando in pensione e i posti rimangono scoperti per mesi, spesso senza sostituzioni immediate. In diversi comuni irpini, specie nelle zone montane e meno collegate, non c’è più nemmeno un medico di famiglia. Chi ne aveva uno si ritrova improvvisamente senza riferimento, costretto a rivolgersi a strutture già sovraccariche o a viaggiare per chilometri per una semplice ricetta.

Le liste d’attesa si allungano, i medici rimasti sono sommersi di pazienti e i più fragili — anziani, cronici, disabili — rischiano di non ricevere cure adeguate.

Un’emergenza silenziosa che tocca il cuore del diritto alla salute e che, senza interventi urgenti da parte delle istituzioni regionali e nazionali, rischia di far collassare l’assistenza territoriale in Campania.

Le comunità locali chiedono risposte concrete: più borse di specializzazione in medicina generale, incentivi per chi sceglie di operare nei piccoli centri, e soprattutto tempi certi per le nuove assegnazioni.

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