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Gaza, liberati gli ostaggi israeliani. Trump alla Knesset: “Finisce l’era del terrore”

Dopo 738 giorni di guerra in Medio Oriente, si è finalmente aperto uno spiraglio di pace: è stata completata la liberazione di tutti i venti ostaggi israeliani detenuti da Hamas. L’operazione è avvenuta nelle prime ore di oggi, all’indomani dell’entrata in vigore della tregua negoziata con la mediazione internazionale. Nel pomeriggio, secondo fonti ufficiali, saranno riconsegnate anche le salme dei restanti ostaggi deceduti durante la prigionia.

Parallelamente, come previsto dagli accordi, sono stati rilasciati quasi duemila detenuti palestinesi. I pullman con a bordo i prigionieri sono arrivati a Ramallah, accolti da una folla festante.

Ad alimentare l’importanza storica del momento, l’intervento dell’ex presidente americano Donald Trump, presente oggi alla Knesset, il parlamento israeliano. In un discorso applaudito da entrambe le ali dell’emiciclo, Trump ha dichiarato:
“Non finisce solo la guerra, finisce l’era del terrore. Ora ci concentreremo sulla Russia. Risolveremo anche questa situazione.”

Una dichiarazione che segna un cambio di prospettiva politica e strategica per gli Stati Uniti, e che fa presagire un ruolo più attivo della diplomazia americana anche sul fronte europeo.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato con fermezza gli sviluppi della giornata, tornando a evocare il drammatico attacco del 7 ottobre, punto di svolta nell’inasprimento del conflitto.

“In risposta al barbaro attacco del 7 ottobre, Israele ha fatto ciò che doveva. Con indomito coraggio, ci siamo organizzati per difendere la nostra gente, sconfiggere il nemico e liberare gli ostaggi”, ha dichiarato Netanyahu.

“I nostri soldati hanno combattuto come leoni”, ha aggiunto, sempre nel suo intervento alla Knesset.

Dopo la visita a Gerusalemme, Trump proseguirà il suo tour diplomatico in Medio Oriente con una tappa in Egitto. A Sharm El-Sheikh si terrà un vertice straordinario tra le principali potenze regionali e internazionali, volto a consolidare la tregua e aprire un dialogo duraturo tra le parti.

La comunità internazionale accoglie con cauto ottimismo lo scambio di prigionieri e ostaggi, ma resta alta l’attenzione su una pace ancora fragile. La strada verso una stabilità duratura, infatti, appare lunga e complessa.

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