A Serino, nel cuore dell’Irpinia e in un territorio noto per le sue abbondanti risorse idriche, i cittadini continuano a fare i conti con una grave e prolungata emergenza: l’acqua manca, spesso senza preavviso. Da questa estate l’amministrazione comunale ha disposto la sospensione dell’erogazione nelle ore notturne e un razionamento in quelle diurne, provvedimenti che, nonostante le recenti piogge, restano in vigore.
I disagi per le famiglie sono evidenti: elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie si bloccano per mancanza d’acqua, e le necessità quotidiane, come lavare i bambini o gestire l’igiene personale, devono essere compresse in fasce orarie sempre più ristrette. In alcuni casi, la sospensione inizia addirittura prima degli orari comunicati, lasciando intere abitazioni senz’acqua anche nelle prime ore del mattino.
Il paradosso è evidente: Serino è storicamente considerato “il paese dell’acqua”, alimentando con il suo acquedotto intere aree della Campania, tra cui Napoli. A pochi passi da molte abitazioni, fontane pubbliche come quella di Santa Lucia continuano a erogare acqua senza sosta, giorno e notte, mentre le case restano a secco.
La frustrazione tra i cittadini cresce, tra l’impressione di una gestione poco trasparente e il disagio quotidiano sempre più difficile da sopportare. Una situazione incresciosa, che trasforma una ricchezza naturale in fonte di disagio, nel silenzio delle istituzioni.





