Una nuova notte di terrore ha colpito l’Ucraina a seguito di una massiccia offensiva russa che ha coinvolto droni e missili in diverse regioni del Paese. L’attacco, tra i più intensi degli ultimi mesi, ha causato la morte di almeno dieci civili e il ferimento di decine di persone, oltre a provocare gravi danni alle infrastrutture e costringere le autorità a introdurre blackout di emergenza.
Il bilancio più grave arriva da Ternopil, dove due palazzi di nove piani sono stati distrutti dalle esplosioni, con interi appartamenti crollati dal terzo al nono piano. Tra le vittime ci sono due bambini, mentre dodici minori risultano feriti.
Parallelamente, Kharkiv è stata colpita da un’ondata di droni Geran-2, provocando decine di feriti, mentre Leopoli e Ivano-Frankivsk hanno subito danni significativi alle infrastrutture energetiche, con il rischio di nuovi blackout in vista dell’inverno. Secondo Kiev, la Russia ha lanciato oltre 470 droni e quasi 50 missili in poche ore. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la necessità urgente di ulteriori sistemi di difesa aerea e ha denunciato l’insufficienza delle pressioni internazionali su Mosca.
A seguito degli attacchi, Polonia e Romani hanno fatto decollare i propri caccia in operazioni preventive nei pressi di difesa aerea, ricevendo supporto dei Paesi NATO, tra cui Germania, Norvegia, Paesi Bassi e Spagna. Nessuna violazione dello spazio aereo nazionale è stata registrata.
Sul fronte diplomatico, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che non ci sono novità nei negoziati con gli Stati Uniti sull’Ucraina, dopo le notizie relative a un possibile piano di pace in discussione tra Washington e Mosca.
La situazione rimane critica, con continue ripercussioni sulla popolazione civile e un aumento delle tensioni lungo i confini dei Paesi vicini.





