Cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso sono indagati per la morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute dopo una grave intossicazione alimentare avvenuta a Pietracatella, in provincia di Campobasso. A darne notizia è l’Ansa, precisando che la Procura ipotizza i reati di omicidio colposo e lesioni colpose. Il marito della donna, Gianni Di Vita, 55 anni, è attualmente ricoverato in gravi condizioni all’Istituto Spallanzani di Roma.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Campobasso, puntano a chiarire sia la causa dell’intossicazione sia la gestione sanitaria dei primi accessi ospedalieri. Secondo quanto emerso, i primi malesseri sarebbero comparsi dopo una cena consumata in casa martedì 23 dicembre. Sara e la madre si sarebbero recate due volte al pronto soccorso del Cardarelli, il 25 e il 26 dicembre, venendo dimesse in entrambe le occasioni con una diagnosi iniziale di gastroenterite. Le condizioni cliniche, però, sono precipitate improvvisamente, fino al nuovo ricovero e al decesso.
Nella giornata di domenica la Squadra Mobile ha effettuato un ampio sequestro di alimenti nell’abitazione della famiglia: barattoli, conserve, prodotti commestibili e scarti recuperati anche dai rifiuti, tra cui gusci di vongole. Secondo quanto si apprende, la famiglia avrebbe consumato anche funghi. Al momento non è esclusa alcuna ipotesi: tra le cause al vaglio figurano botulino, listeria, epatite fulminante o un’intossicazione chimica. Gli accertamenti tossicologici e le analisi di laboratorio saranno determinanti.
A spiegare la gravità del quadro clinico è Vincenzo Cuzzone, responsabile della Rianimazione del Cardarelli: «I quadri clinici hanno avuto un’evoluzione veramente rara che ha portato rapidamente al decesso nonostante il supporto intensivo». E aggiunge: «C’è stata un’insufficienza epatica seguita da una cascata di eventi con una rapidità unica, fino all’insufficienza multiorgano».
Intanto Gianni Di Vita è stato trasferito a Roma, dove resta sotto stretto monitoraggio. Le sue condizioni sono giudicate stabili. Controlli precauzionali sono stati disposti anche per la figlia maggiore, 19 anni, asintomatica e, secondo i primi accertamenti, non presente alla cena del 23 dicembre.
La famiglia Di Vita è molto conosciuta in paese. Gianni Di Vita è stato sindaco di Pietracatella per due mandati ed è commercialista; la moglie Antonella collaborava con lui nello studio a Campobasso. Sara frequentava il liceo classico nel capoluogo molisano. Gli amici della ragazza ricordano le ultime conversazioni: «Pensava che la cura sarebbe bastata, non immaginava che la situazione potesse peggiorare. Avevamo programmato feste e un compleanno, diceva che si sarebbe ripresa presto».
La Procura ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti. Sono state acquisite cartelle cliniche e referti ospedalieri, mentre l’autopsia sui corpi di madre e figlia è stata disposta per mercoledì. Pietracatella, poco più di mille abitanti, è sotto shock. Il sindaco Antonio Tommasone ha proclamato il lutto cittadino e annullato tutte le iniziative natalizie: «È una tragedia che ci lascia senza parole. Sono ore di dolore per tutta la comunità».
Tra i cittadini, allo sgomento si affianca la rabbia: «Vogliamo capire cosa abbia causato l’intossicazione, ma anche se si sarebbe potuto fare di più in ospedale. Non si può morire così». Un interrogativo che ora spetta alla magistratura chiarire.





