Il Tribunale di Roma ha condannato a tre anni di reclusione il carabiniere Emanuele Marroccella, riconosciuto colpevole di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi per l’uccisione di Jamal Badawi, cittadino siriano di 56 anni, avvenuta nel settembre del 2020 nel quartiere Eur.
I fatti risalgono alla notte tra il 19 e il 20 settembre 2020, quando Marroccella, all’epoca in servizio nel Nucleo Radiomobile dell’Arma, intervenne insieme a un collega in via Paolo Di Dono, dopo la segnalazione di un tentativo di furto all’interno di un ufficio.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, i due militari si sarebbero appostati all’uscita dell’edificio dopo aver notato il 56enne introdursi nei locali mentre parlava al telefono. Una volta uscito, l’uomo sarebbe stato invitato a fermarsi, ma avrebbe reagito colpendo al busto uno dei carabinieri con un cacciavite, per poi tentare la fuga verso un cancello di ferro.
A quel punto Marroccella avrebbe esploso due colpi di pistola, da una distanza compresa tra i 7 e i 13 metri. Uno dei proiettili colpì Badawi, provocandone la morte. Per l’imputato la Procura aveva chiesto una condanna a due anni e sei mesi, ma i giudici hanno inflitto una pena più severa.
La sentenza chiude un procedimento giudiziario durato cinque anni, che ha riacceso il dibattito sull’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine e sui limiti della legittima difesa durante gli interventi operativi.





