Una netta inversione di rotta nella politica turistica regionale. È quanto annunciato dal neo assessore al Turismo Enzo Maraio, intervenuto nel corso dell’ultima puntata di Centro Direzionale, il programma mandato in onda da Telenostra. Il messaggio è chiaro: basta micro-finanziamenti distribuiti senza una visione strategica, è tempo di puntare su pochi grandi attrattori capaci di incidere davvero sullo sviluppo del territorio.
Secondo l’assessore, il modello seguito finora — fatto di contributi frammentati a favore di Pro Loco, associazioni ed eventi locali — non ha prodotto risultati strutturali in termini di crescita dei flussi turistici e di posizionamento della Regione nel mercato nazionale e internazionale. Una dispersione di risorse che, pur sostenendo iniziative meritorie, non è riuscita a trasformarsi in un vero motore di sviluppo.
La nuova strategia punta invece su progetti di maggiore dimensione, capaci di fare sistema e di costruire un’identità turistica riconoscibile e competitiva. In questo quadro, particolare attenzione viene riservata alle aree interne, che rappresentano una delle sfide più complesse ma anche una delle principali opportunità. Investire in grandi attrattori in queste zone significa non solo intercettare nuovi flussi turistici, ma anche contrastare lo spopolamento, creare occupazione e favorire processi di rigenerazione economica e sociale.
Maraio ha sottolineato come il turismo non possa più essere considerato una sommatoria di eventi episodici, ma debba diventare una politica strutturale, in grado di generare effetti duraturi. L’obiettivo è superare la logica dell’intervento emergenziale per costruire una programmazione di medio-lungo periodo, orientata alla qualità dell’offerta, alla destagionalizzazione e all’integrazione tra cultura, ambiente e servizi.
Il cambio di passo si rifletterà anche nei prossimi strumenti di finanziamento regionali, che premieranno la capacità di attrazione, la sostenibilità economica e l’impatto sul territorio. Un’impostazione che inevitabilmente apre il dibattito: da un lato chi vede in questa scelta una necessità per rendere la Regione più competitiva, dall’altro chi teme che le realtà locali più piccole possano restare escluse dai circuiti di finanziamento.
La sfida, come ha lasciato intendere l’assessore, sarà trovare un equilibrio tra visione strategica e radicamento territoriale, valorizzando le energie locali all’interno di progetti più ampi e strutturati. Una scommessa ambiziosa che segna l’inizio di una nuova stagione per il turismo regionale, chiamato a fare un salto di qualità e a giocare un ruolo centrale nello sviluppo complessivo del territorio.





