Venti di tempesta si sono abbattuti questa mattina su Contrada Amoretta, davanti ai cancelli dell’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, dove circa sessanta operatori sanitari hanno promosso un presidio per manifestare il proprio malcontento. La protesta è stata organizzata e sostenuta dai sindacati di categoria Cgil Filcams, Uiltrasporti e Cisl Fisascat, che hanno deciso di realizzare un sit-in per chiedere maggiore tutela e riconoscimento professionale.
Al centro della vicenda ci sono gli operatori dello Stir, il servizio di trasporto pazienti interno all’ospedale. Gli addetti, in gran parte operatori socio-sanitari, si occupano quotidianamente dello spostamento dei malati tra i reparti secondo le esigenze cliniche. Nonostante ciò, come denunciano i sindacalisti, il loro inquadramento contrattuale li qualifica come semplici “addetti alla movimentazione”, quasi fossero incaricati di trasportare pacchi e non persone, privandoli di diritti e tutele fondamentali, compresa la dignità professionale.
Il servizio Stir, va sottolineato, non è gestito direttamente dall’Azienda ospedaliera, ma è esternalizzato alla ditta EMP, aggiudicataria di una gara pubblica. Per questo motivo, secondo i sindacati, i lavoratori si trovano in una posizione di incertezza contrattuale e operativa.
La richiesta principale avanzata dalle sigle sindacali è chiara: internalizzare il servizio e stabilizzare i lavoratori, riconoscendo il loro ruolo sanitario effettivo. La richiesta trova sostegno anche in atti ufficiali: la Giunta di Palazzo Santa Lucia, infatti, lo scorso gennaio ha inviato una comunicazione a tutti i direttori generali delle aziende ospedaliere e sanitarie campane, invitando alla stabilizzazione dei lavoratori impegnati in mansioni sanitarie, socio-sanitarie, tecniche e amministrative all’interno di servizi esternalizzati.
«A questi lavoratori – dichiara Michele Caso della Uiltrasporti – viene applicato un contratto che non corrisponde alle mansioni reali. Il loro lavoro non è semplice trasporto, ma implica la movimentazione di pazienti e, spesso, l’intervento diretto sugli stessi».
Caso evidenzia anche che il Moscati è una delle poche strutture campane a esternalizzare lo Stir, mentre negli altri presidi dell’ASL di Avellino il servizio è svolto da personale interno.
Nel frattempo, una vicenda parallela ha registrato un importante esito giudiziario. La Sezione Lavoro del Tribunale di Avellino ha riconosciuto agli operatori del Moscati il diritto al computo del tempo di vestizione e svestizione come parte dell’orario di lavoro ordinario. La magistratura ha stabilito che l’indossare e togliere la divisa rientra tra le attività strettamente connesse alle esigenze organizzative e alle norme di sicurezza. Una pronuncia ottenuta grazie all’azione legale promossa dagli operatori, assistiti dall’avvocato Augusto Guerriero e con il supporto del segretario provinciale e del segretario aziendale della Fials Avellino, rispettivamente Giovanni Russo e Demetrio Pisacreta.
Si tratta di un risultato significativo, che potrebbe rappresentare un precedente importante per ulteriori contenziosi. Nel frattempo, la protesta dei lavoratori dello Stir proseguirà nei giorni successivi, con l’obiettivo di ottenere stabilità contrattuale, dignità professionale e il giusto riconoscimento del loro ruolo nel servizio sanitario.






