È una vicenda drammatica quella che ha colpito il piccolo Domenico, ricoverato in gravissime condizioni all’Ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore finito tragicamente. L’audit interno dell’azienda ospedaliera ha ricostruito, con freddo linguaggio burocratico, gli incredibili errori che hanno compromesso l’organo destinato al bambino: “All’apertura del contenitore termico risultava impossibile estrarre il secchiello contenente il cuore, completamente inglobato in un blocco di ghiaccio”, si legge nei verbali riportati da Repubblica.
Nonostante il sospetto di un danno grave da congelamento, i medici hanno deciso di procedere all’impianto, poiché il cuore malato del piccolo era già stato espiantato. L’organo non ha funzionato e, dopo tre ore, si è reso necessario collegare il bambino all’Ecmo, il macchinario extracorporeo che lo mantiene in vita, mentre veniva richiesta con urgenza la disponibilità di un nuovo cuore.
Come riportato da Ansa, l’indagine interna ha evidenziato anche un “deficit comunicativo procedurale”: il primario di Cardiochirurgia, Guido Oppido, ha proceduto con l’espianto credendo di aver ricevuto il via libera dall’equipe, confermando come errori organizzativi e di comunicazione abbiano aggravato la tragedia.
Proprio ieri il comitato di esperti ha espresso parere negativo a un nuovo trapianto, rendendo impossibile qualsiasi intervento salvavita per Domenico. La famiglia, originaria di Nola, vive ore di disperazione, segnata dall’attesa, dalla scoperta dell’organo danneggiato e dalla conferma che non sarà possibile salvare il bambino con un nuovo cuore.
In segno di vicinanza e solidarietà, oggi alle 18.30 partirà da piazza Duomo a Nola una fiaccolata per il piccolo Domenico. Un momento di preghiera e condivisione per sostenere la famiglia in una delle fasi più drammatiche della loro vita.





