Le segreterie provinciali di Feder.Casa e SaiCisal esprimono “profondo sdegno e ferma condanna” nei confronti della recente approvazione del Bilancio di Previsione 2026-2028 da parte dell’amministrazione comunale di Avellino. Secondo i sindacati, dai documenti contabili emerge un dato “allarmante e inaccettabile”: alla voce relativa alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp) è stata stanziata una cifra praticamente simbolica.
“Il Comune vanta una ‘rigorosa razionalizzazione della spesa’ e il recupero del disavanzo – dichiarano i segretari provinciali Carmine Sorice e Gennaro Blasi – ma questa operazione avviene sulla pelle delle migliaia di famiglie che vivono negli alloggi pubblici cittadini. Destinare zero euro alla cura degli immobili significa condannare deliberatamente i residenti al degrado edilizio, all’insicurezza strutturale e all’abbandono istituzionale”.
I punti critici evidenziati dai due sindacati sono chiari: abbandono del patrimonio, emergenza sicurezza e contraddizione istituzionale. Con oltre 10mila persone ad Avellino che necessitano di interventi urgenti, il mancato stanziamento di fondi rappresenta, secondo Feder.Casa e SaiCisal, un atto di irresponsabilità politica. Senza manutenzione ordinaria, piccoli problemi rischiano di trasformarsi in emergenze strutturali future, aggravando i costi pubblici e mettendo a rischio l’incolumità degli assegnatari. Allo stesso tempo, denunciano i sindacati, appare paradossale che mentre si parla di nuove costruzioni o di fondi Pnrr, si neghino risorse minime per la gestione quotidiana dell’esistente.
“Non possiamo accettare che il risanamento dei conti del Comune avvenga tagliando servizi essenziali per le fasce più deboli della popolazione – affermano Sorice e Blasi –. Il diritto alla casa non si esaurisce nell’assegnazione di quattro mura, ma comprende il dovere dell’Ente proprietario di garantire condizioni abitative dignitose”.
I sindacati annunciano l’avvio di una fase di mobilitazione permanente e chiedono un incontro urgente con il Commissario Straordinario e i dirigenti competenti affinché venga subito variazione di bilancio che stanzi le risorse necessarie per interventi indifferibili. In assenza di risposte concrete, si riservano di organizzare un presidio unitario sotto la sede comunale di Piazza del Popolo e di adire le vie legali per accertare le responsabilità legate alla mancata manutenzione degli edifici pubblici.
Non è la prima protesta recente: pochi giorni fa, residenti della cosiddetta Area Baccanico hanno presentato una petizione al commissario straordinario Giuliana Perrotta, denunciando il mancato rispetto del piano di sostituzione edilizia previsto dal 2009, finanziato per l’abbattimento dei prefabbricati pesanti di via Morelli e Silvati e la ricostruzione di nuove case popolari. A quasi vent’anni di distanza, nulla è stato realizzato.
Con l’avvicinarsi delle Amministrative di maggio, le questioni dell’edilizia popolare e della lotta alla camorra restano tra i temi cruciali della città, su cui finora nessuna delle coalizioni in campo ha pronunciato parole concrete.





