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Crans-Montana, i coniugi Moretti davanti agli inquirenti: “Contro di noi solo falsità”

“Contro di noi sono state dette solo tante falsità”. Con queste parole Jessica Moretti ha aperto l’interrogatorio a Sion, rilasciando una dichiarazione spontanea nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Capodanno avvenuta nel disco-bar “Le Constellation” di Crans-Montana.

La donna, insieme al marito e socio in affari, è stata convocata dalla procuratrice generale del Canton Vallese per un confronto in contraddittorio con le parti coinvolte nell’indagine. Alla sessione erano presenti anche una settantina di avvocati delle parti civili, a rappresentare le famiglie delle vittime.

Nel corso dell’interrogatorio, Jessica Moretti ha ribadito la disponibilità a collaborare con la giustizia, dichiarando di non voler esercitare il diritto al silenzio. “Siamo stati distrutti”, ha aggiunto, riferendosi all’impatto umano e mediatico della vicenda che ha coinvolto la loro attività.

Parole che hanno immediatamente suscitato la reazione dei familiari delle vittime. In particolare, la madre di uno dei ragazzi deceduti, Laetitia Brodard-Sitre, ha contestato duramente la ricostruzione offerta dall’imprenditrice: “Essere distrutti significa non poter più abbracciare i propri figli o doverli assistere in ospedale. Questo è essere devastati”.

La donna ha poi sottolineato la distanza tra le due condizioni: “Non credo che essere indagati in una tragedia significhi vivere una distruzione. Quando si può tornare a casa, lavorare e abbracciare i propri figli ogni mattina, non è questa la stessa cosa”.

L’inchiesta sulla strage prosegue intanto sotto la direzione della procura vallesana, mentre si attendono ulteriori sviluppi sulle responsabilità legate all’incendio che ha provocato la morte di diversi giovani nella notte di Capodanno.

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