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Venezuela, il bilancio sale a 1.943 morti: salvato dalle macerie un bimbo di 3 anni

Sono passati sei giorni dal terribile terremoto che ha sconvolto il Venezuela, e il bilancio delle vittime purtroppo continua a salire ora dopo ora. Secondo la stima ufficiale resa pubblica dall’Assemblea nazionale di Caracas, i morti accertati sono attualmente 1.943, mentre i feriti hanno superato la quota di 10mila. Si tratta di una catastrofe di proporzioni immense, che ha colpito duramente il cuore del Paese. Il presidente dell’Assemblea, Jorge Rodriguez, ha sottolineato la gravità della situazione spiegando che, secondo i calcoli delle autorità, circa 30mila persone vivessero nelle zone più duramente colpite dal sisma. Rodriguez ha poi voluto esprimere un profondo ringraziamento a chi si trova sul campo: “Il lavoro dei soccorritori è stato eroico”. Le squadre d’emergenza nazionali e internazionali continuano infatti a scavare senza sosta tra le macerie e, quel che più conta, a strappare vite alla morte.

In questo scenario di devastazione, la macchina dei soccorsi sta regalando storie di straordinario miracolo che accendono la speranza dell’intero Paese. Nelle ultime ore, l’attenzione e la commozione pubblica si sono concentrate sul salvataggio di due bambini, estratti vivi dal cemento quando ormai le speranze cominciavano a fievolirsi. Il primo è un piccolo di soli tre anni, individuato e tratto in salvo dalle macerie di un edificio nello stato del Guaira grazie al tempestivo intervento di una missione di soccorso giordana. Poco dopo è arrivata la notizia del salvataggio di un dodicenne, anche lui rimasto intrappolato in uno stabile crollato nel quartiere di Macuto, la cui liberazione è avvenuta nella giornata di martedì 30 giugno.

Gli annunci di questi successi sono rimbalzati rapidamente sui canali ufficiali, portando un barlume di luce in giorni buissimi. La notizia del bimbo di tre anni è stata diffusa dal ministero della Comunicazione con un post sulla piattaforma X, mentre il salvataggio del dodicenne è stato documentato con orgoglio da una squadra di soccorso del Corpo dei vigili del fuoco del distretto metropolitano di Quito, giunta in Venezuela per offrire supporto.

I vigili del fuoco ecuadoriani hanno affidato ai social un toccante resoconto dell’operazione, spiegando che dopo ore di incessante e delicato lavoro, la squadra Usar Ecuy – 01, muovendosi in stretto coordinamento con i soccorritori della Repubblica Dominicana, è riuscita a liberare Carlos. Il ragazzino di 12 anni era rimasto intrappolato sotto le macerie nel quartiere di Macuto, a La Guaira, per ben cinque giorni consecutivi dopo la forte scossa di terremoto.

Trovare segni di vita, spiegano i soccorritori nella loro nota ufficiale, rimane la motivazione più grande per andare avanti e non cedere alla stanchezza. Ogni singola persona salvata non è solo un numero che si sottrae alla tragedia, ma rappresenta una famiglia che ritrova la speranza e la forza di guardare al futuro, confermando a chi scava che vale la pena continuare a cercare. I vigili del fuoco e i volontari hanno ribadito il loro saldo impegno a non arrendersi, intenzionati a cercare persone ancora in vita laddove molte famiglie attendono disperatamente una risposta. La parola d’ordine tra le macerie venezuelane resta una sola: finché ci sarà anche una minima possibilità, si continuerà a cercare.

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