Il Tribunale di Benevento accerta la responsabilità della struttura con la sentenza n. 1164/2026: diagnosi in ritardo e recidiva.Riconosciuto il risarcimento ai familiari.
Il Tribunale di Benevento, con la sentenza n. 1164/2026 pubblicata nel mese di luglio, ha condannato l’Ospedale Sacro Cuore di Gesù – Fatebenefratelli al risarcimento dei danni per la gestione negligente di una paziente oncologica. La decisione ha accertato una catena di errori e ritardi nella diagnosi e nella comunicazione dell’esito di un esame istologico post-operatorio, che hanno compromesso le speranze di vita della donna.
I fatti e le omissioni mediche
L’esame istologico decisivo è stato refertato ben 43 giorni dopo l’intervento chirurgico. Durante questo periodo, la paziente non è stata informata della gravità della situazione né indirizzata verso un percorso terapeutico adeguato. Il ritardo ha bloccato l’avvio tempestivo delle cure oncologiche necessarie. Successivamente, nel corso dei controlli ambulatoriali, i medici non hanno riconosciuto i segni della recidiva della malattia, aggravando ulteriormente il quadro clinico e limitandone le possibilità di cura.
La decisione del Tribunale
La sentenza ha stabilito che, se la struttura avesse agito con la dovuta diligenza e nel rispetto delle linee guida mediche, la paziente avrebbe avuto il 50% di probabilità in più di sopravvivenza a 5 anni, oltre alla possibilità di vivere più a lungo e in condizioni migliori. Il Giudice ha quindi condannato l’Ospedale al pagamento di un risarcimento significativo, calcolando sia il danno biologico subito dalla paziente sia il danno morale e parentale spettante ai familiari.
Il commento dei legali
Grande soddisfazione è stata espressa dagli avvocati Augusto Guerriero e Annunziata Pepe, legali di comprovata esperienza nel settore dei diritti dei malati, che nel tempo hanno già seguito con successo numerosi e complessi casi di malasanità contro diverse strutture ospedaliere della regione.
“Questa decisione è fondamentale per la tutela dei diritti dei malati – dichiarano i legali, Riafferma la responsabilità oggettiva delle strutture sanitarie in caso di omissioni gravi. La sentenza rappresenta un precedente importante nella lotta contro la malasanità e tutela il diritto costituzionale dei cittadini a ricevere cure tempestive, trasparenti e corrette”.






