Un’indagine allarmante condotta dai carabinieri di Salerno ha messo in luce una realtà sconvolgente all’interno di un istituto per anziani in Campania. Maltrattamenti, condizioni disumane e abbandono hanno colpito diversi ospiti, inclusa una novantenne di Mercogliano.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Salerno, ha portato all’emanazione di dieci misure cautelari personali. Le accuse sono gravi: sequestro di persona e maltrattamenti, aggravati dalla condizione di vulnerabilità delle vittime. Gli anziani, secondo le indagini, venivano immobilizzati con stracci e lasciati in situazioni igieniche inaccettabili, privati delle necessarie cure.
Sante Sica, considerato il responsabile della struttura, è stato posto agli arresti domiciliari, mentre altri operatori sanitari hanno ricevuto divieti di esercitare la professione.
Le testimonianze raccolte dai carabinieri dipingono un quadro allarmante. Gli anziani vivevano in spazi angusti, senza accesso a acqua calda e riscaldamento, in un ambiente che non garantiva nemmeno le più basilari condizioni igieniche. Molti di loro, affetti da gravi patologie, venivano lasciati in totale abbandono.
Tra le vittime, una donna di novant’anni di Mercogliano, che, secondo il suo avvocato, non era consapevole delle condizioni in cui versava la struttura. Le famiglie, pur visitando regolarmente i propri cari, non riuscivano a comprendere la gravità della situazione, in parte a causa delle visite brevi e supervisionate.
Le indagini hanno rivelato una gestione della struttura focalizzata sulla massimizzazione dei profitti, a discapito della salute e della dignità degli ospiti. Accogliendo pazienti con esigenze complesse, l’istituto non forniva le cure necessarie, creando un ambiente profondamente inadeguato.
Questa inchiesta mette in evidenza l’urgenza di un controllo rigoroso sulle strutture assistenziali. La protezione degli anziani, spesso incapaci di difendere i propri diritti, deve diventare una priorità assoluta. La vicenda è un forte richiamo alla responsabilità sociale per garantire dignità e benessere ai più vulnerabili.
Con il procedimento giudiziario in corso, ci si augura che venga fatta giustizia e che situazioni simili non si verifichino mai più. La comunità è chiamata a restare vigile e a lottare per il rispetto dei diritti di tutti, in particolare di chi, come gli anziani, merita assistenza e rispetto.





