Venerdì prossimo si terrà l’autopsia sul corpo di Cristina Pagliarulo, la 41enne di Giffoni Valle Piana deceduta il 6 marzo al Pronto Soccorso dell’ospedale «San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona» di Salerno, dopo una lunga agonia. La Procura di Salerno ha disposto la riesumazione del corpo e l’accertamento irripetibile dell’autopsia per fare chiarezza sulle cause del decesso, mentre contemporaneamente sono stati iscritti sette medici sul registro degli indagati.
I medici coinvolti sono due operatori del Pronto soccorso, un neurologo e quattro chirurghi, accusati di non aver agito prontamente di fronte alle condizioni gravi della paziente. Secondo la ricostruzione dei fatti e quanto dichiarato dai familiari di Cristina, la donna, madre di un ragazzo di 19 anni, era arrivata al Pronto Soccorso la notte del 3 marzo con forti dolori addominali. Dopo aver ricevuto un trattamento con antidolorifici, la donna era stata dimessa all’alba, nonostante i dolori persistenti.
Poche ore dopo, Cristina ha fatto ritorno in ospedale, in condizioni di salute peggiorate, e una Tac ha rivelato la presenza di un’ischemia intestinale, una grave condizione che richiedeva un intervento chirurgico immediato. Tuttavia, secondo la denuncia dei familiari, la donna non sarebbe stata operata subito, ma sarebbe rimasta per ore su una barella, tormentata da dolori lancinanti. Solo successivamente è stata trasferita in sala operatoria, ma ormai era troppo tardi. La morte è sopraggiunta prima che i chirurghi potessero intervenire.
La vicenda ha suscitato grande indignazione e ha fatto diventare il caso un argomento di rilevanza nazionale. Le telecamere della trasmissione televisiva “Fuori dal coro”, in onda su Rete4, avevano documentato alcuni momenti della permanenza di Cristina in ospedale, tra cui i suoi lamenti e le ripetute richieste di aiuto. Queste immagini sono state successivamente acquisite dai carabinieri del Nas, che hanno sequestrato la cartella clinica e tutta la documentazione relativa al caso.
Nel frattempo, una commissione interna dell’ospedale «Ruggi» ha redatto una relazione in cui si sostiene che le condotte dei medici non hanno presentato criticità né comportamenti da censurare. Tuttavia, l’indagine continua e l’esito dell’autopsia potrebbe fornire risposte cruciali sul trattamento subito da Cristina e sulle eventuali responsabilità professionali.
La tragedia ha scosso profondamente la comunità di Giffoni Valle Piana e ha acceso un dibattito pubblico sulla gestione delle emergenze sanitarie e sulle modalità di intervento in caso di gravi patologie. I familiari della vittima continuano a chiedere giustizia e a lottare per fare luce sulla morte della loro congiunta, in attesa degli sviluppi delle indagini.





