È stata travolta mentre attraversava sulle strisce pedonali, a pochi passi dalla casa dove lavorava come baby-sitter. Gaia Costa, 24 anni, originaria di Tempio Pausania, è morta martedì scorso nel centro di Porto Cervo dopo essere stata investita da una BMW X5 guidata da Vivian Spohr, manager tedesca e moglie di Carsten Spohr, amministratore delegato di Lufthansa.
La giovane stava andando al lavoro intorno alle 13:30, in via Aga Khan, una zona molto frequentata della Costa Smeralda. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Gaia avrebbe persino alzato un braccio per segnalare la sua presenza al volante del SUV, ma la conducente non si è fermata. L’impatto è stato violento: la ragazza ha battuto la testa sull’asfalto ed è finita sotto l’auto. Inutili i tentativi di rianimazione da parte del 118, intervenuto in pochi minuti.
Subito dopo l’incidente, Vivian Spohr è stata sottoposta ai test per alcol e droghe, entrambi risultati negativi. In stato di shock, è stata assistita anche lei dai soccorritori. Nelle ore successive, ha lasciato la Sardegna per rientrare in Germania. Un’uscita che ha suscitato polemiche, ma che la Procura di Tempio Pausania ha chiarito: “Non c’erano motivi per trattenerla in Italia”. La donna, pur essendo indagata per omicidio stradale, è risultata collaborativa e si è dichiarata a disposizione della giustizia italiana.
Secondo i suoi legali, gli avvocati Angelo Merlini e Alessandro Vitale, la Spohr ha espresso “sgomento e profondo dolore per quanto accaduto” e ha ribadito la propria disponibilità a collaborare pienamente con le autorità.
La Procura ha aperto un’inchiesta per fare piena luce sull’accaduto. Gli inquirenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, per ricostruire con precisione la dinamica dell’impatto, la velocità del SUV e il comportamento della conducente al momento dell’incidente. Si indaga anche sull’eventuale uso del cellulare alla guida.
Inoltre, è stata disposta l’autopsia sul corpo di Gaia Costa, inizialmente prevista per mercoledì 11 luglio ma poi rinviata alla settimana successiva. L’esame sarà cruciale per chiarire eventuali dettagli clinici relativi all’incidente.
Dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe che l’auto stesse procedendo a bassa velocità e che abbia investito Gaia dopo una breve accelerazione, forse per riprendere la marcia. L’ipotesi più accreditata è quella di una distrazione fatale da parte della conducente, che – secondo alcuni testimoni – non si sarebbe inizialmente resa conto della gravità dell’incidente. Dopo aver investito la ragazza, è scesa dall’auto e ha avuto un malore.
Ora si attende l’evolversi delle indagini e l’esito dell’autopsia per stabilire eventuali responsabilità. La procura prosegue il suo lavoro, mentre la famiglia della vittima attende risposte e giustizia.





