“Stop a feste e festini, serve ottimizzazione dei fondi”. Potremmo riassumere così il messaggio che la commissaria prefettizia Giuliana Perrotta lancia nella sua prima intervista ufficiale da quando ha preso in mano le redini del Comune. La situazione economica? Fragile, critica, ma non senza speranza. L’obiettivo è chiaro: evitare il dissesto, quella parola che per un Comune significa congelamento di finanziamenti, pagamenti bloccati e anni di austerità. «Siamo dentro un tunnel – ammette – ma possiamo uscirne, se tutti capiscono che è tempo di fare scelte coraggiose». Il vero nodo sono i debiti fuori bilancio, spesso figli di vecchie gestioni disordinate e contenziosi lasciati marcire nel tempo. Alcuni sono noti, altri devono ancora venire a galla. Le cifre sono ballerine, ma si parla di un disavanzo da 27 milioni di euro, con almeno 9 da recuperare entro fine anno. La cura sarà drastica: taglio netto alle spese superflue, stop a patrocini concessi con leggerezza, niente grandi eventi e razionalizzazione della macchina amministrativa. Ma niente chiusure: Perrotta tiene la porta aperta alla comunità. Se un’associazione propone un evento sostenibile, senza chiedere contributi pubblici, sarà la benvenuta. “Ai miei tempi – dice – ognuno portava qualcosa da casa. Si può fare ancora”.
Sul fronte sicurezza, la volontà è quella di rinforzare la Polizia Municipale, oggi sotto organico. Ma ogni passo sarà valutato con cautela, solo dopo aver stabilizzato i conti.
Altro nodo sensibile: il Centro per l’Autismo. La commissaria non si sbilancia ma promette di approfondire il dossier: “È una priorità”. Occhi puntati anche sui fondi del progetto Prius: 14 milioni di euro che Perrotta intende utilizzare con criterio e trasparenza, coinvolgendo il territorio in un incontro previsto per settembre. E sul processo “Dolce Vita”? “Non deciderò a cuor leggero – dice – ma entro ottobre prenderò una posizione dopo aver analizzato tutto”.
Niente effetti speciali per l’estate, dunque. Ma una bussola nuova: meno sprechi, più responsabilità. Una sfida non semplice, ma necessaria. E forse, alla lunga, anche salvifica.
Fonte: IL Mattino






