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Vesuvio in fiamme, il Sud brucia: distrutti ettari di patrimonio naturale

 

Un devastante incendio è divampato iri pomeriggio venerdì 8 agosto e continua a infuriare sul versante sud del Vesuvio, nell’area del Monte Somma, tra i comuni di Terzigno e Ottaviano. Le fiamme hanno raggiunto i 1.050 metri di quota, spinte dal vento e dal caldo torrido, e una colonna di fumo nero è visibile da chilometri di distanza, anche dal centro di Napoli  Il rogo ha coinvolto intensamente la pineta di Terzigno e le aree boscate circostanti, con danni ingenti. In Campania, solo dall’inizio dell’estate, sono già stati registrati 1.060 incendi boschivi che hanno distrutto 2.568 ettari di territorio. Nonostante la criticità della situazione, le operazioni di spegnimento sono riprese nella mattinata di sabato 9 agosto: una cabina di comando è stata attivata presso il campo sportivo di Terzigno, da cui sono coordinate le azioni via terra e aria. Dalle ore 6 del mattino, sono tornati in azione i mezzi aerei: 3 dei 4 Canadair nazionali, elicotteri regionali e squadre di Vigili del Fuoco e Protezione Civile effettuano interventi su più fronti

È stato istituito un Tavolo permanente di emergenza presso la Prefettura di Napoli, con la partecipazione di sindaci (Terzigno, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Boscotrecase), Carabinieri Forestali, Protezione Civile regionale, Vigili del Fuoco e rappresentanti del Parco Nazionale del Vesuvio. Il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, ha espresso profonda apprensione: “Siamo fortemente preoccupati per l’evolversi della situazione… il nostro pensiero va alla salvaguardia del patrimonio naturale e alla sicurezza di chi vive e lavora intorno al vulcano”

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