La guerra in Ucraina è arrivata al giorno 1.276, e la prospettiva di una pace resta ancora lontana. Le posizioni tra Kiev e Mosca si irrigidiscono, mentre sul terreno continuano gli attacchi e il bilancio di vittime civili si aggrava.
Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di non voler porre fine al conflitto, sostenendo che quest’ultimo avrebbe rifiutato tutte le proposte di pace avanzate da Donald Trump. Secondo Lavrov, la responsabilità della mancata trattativa sarebbe dunque interamente da attribuire all’Ucraina. Zelensky ha risposto duramente, ribadendo che Mosca è l’aggressore e che “non ha bisogno di garanzie”, aggiungendo che un eventuale incontro con Vladimir Putin sarà possibile solo dopo un accordo chiaro sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina.
Intanto, nella serata di ieri, la Russia ha lanciato un nuovo attacco con 55 droni kamikaze, 46 dei quali sono stati intercettati dalla difesa aerea ucraina, come comunicato dall’aviazione militare di Kiev. I droni che hanno superato la barriera di difesa hanno colpito vari obiettivi, tra cui il villaggio di Kurganne, nel distretto di Kupyansk, nella regione di Kharkiv. L’attacco ha provocato la morte di un uomo di 59 anni e il ferimento di tre donne. Sono stati registrati danni anche a edifici civili e infrastrutture.
Sul fronte interno, il governo ucraino ha presentato alla Verkhovna Rada un disegno di legge, il numero 13673, che prevede il carcere per chi tenta di attraversare illegalmente il confine durante la legge marziale. Una misura che si inserisce nel quadro della mobilitazione militare ancora in corso, con l’obiettivo di contrastare le fughe all’estero e rafforzare il fronte interno.
Nel frattempo, Donald Trump ha rilasciato nuove dichiarazioni sul conflitto. In un’intervista, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che “entro due settimane sapremo se avremo la pace”, lasciando intendere un imminente sviluppo diplomatico. Tuttavia, ha anche precisato che non intende partecipare personalmente a un eventuale incontro tra Putin e Zelensky, pur ribadendo il suo impegno a favorire una soluzione negoziata.
La Russia ha infine messo in chiaro la propria posizione su un possibile intervento militare internazionale, avvertendo che considera “inaccettabile” la presenza di truppe straniere in Ucraina. Un avvertimento che sembra rispondere alle discussioni in corso tra Kiev e i suoi alleati sull’eventualità di missioni di addestramento o supporto armato in loco.





