La guerra in Ucraina entra oggi nel giorno 1.286 e continua a intrecciarsi con dinamiche politiche internazionali sempre più complesse. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato l’arresto di un sospettato per l’omicidio di Andriy Parubiy, ex presidente del Parlamento ucraino. I dettagli sull’indagine restano al momento riservati, ma Kiev parla di un’operazione ad “alto impatto” condotta dai servizi di sicurezza.
Nel frattempo, sul fronte della diplomazia, Donald Trump è tornato a parlare del conflitto escludendo per ora un incontro bilaterale tra Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin, ma aprendo a un possibile vertice trilaterale con la sua partecipazione diretta.
“Un incontro a tre potrebbe verificarsi. Un bilaterale non lo so, ma un trilaterale accadrà. Ma, sapete, a volte le persone non sono pronte” ha dichiarato il Presidente americano.
Trump si è anche detto pronto a mettere a disposizione aerei statunitensi come garanzia di sicurezza, qualora fosse necessario per porre fine alla guerra.
Anche il premier indiano Narendra Modi è intervenuto con un messaggio chiaro durante la sua visita ufficiale a Mosca, rivolgendosi direttamente a Putin: “Stop alla guerra in Ucraina quanto prima”, ha dichiarato il leader indiano, sollecitando una soluzione diplomatica rapida e sostenibile al conflitto.
Il conflitto, intanto, continua a causare vittime e distruzioni sul fronte orientale ucraino, mentre i contatti tra le diplomazie internazionali cercano di costruire uno spiraglio per negoziati che, al momento, appaiono ancora lontani.





