La crisi si allarga e coinvolge direttamente lo spazio aereo NATO. Nelle ultime ore, la Polonia ha denunciato una grave violazione del proprio spazio aereo da parte della Russia, parlando apertamente di un “atto di aggressione”.
A riferirlo è stato il premier polacco Donald Tusk, che ha confermato la rilevazione di almeno dieci oggetti volanti non identificati, classificati dai radar militari come droni. Secondo Tusk, l’esercito avrebbe risposto aprendo il fuoco sugli obiettivi: “I militari hanno utilizzato armi contro i droni individuati”, ha dichiarato il premier, sottolineando l’allarme crescente a Varsavia.
Il governo polacco valuta ora l’attivazione dell’articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico, che prevede la possibilità di consultazioni immediate tra gli alleati in caso di minaccia all’integrità territoriale, all’indipendenza politica o alla sicurezza di uno Stato membro.
La reazione di Mosca non si è fatta attendere: l’incaricato d’affari russo in Polonia, Andrei Ordash, ha smentito categoricamente le accuse: “Si tratta di affermazioni infondate. Non ci sono prove che quei droni siano russi”, ha dichiarato.
Sul fronte ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha lanciato un duro monito all’Europa: “Si tratta di un precedente estremamente pericoloso per tutto il continente”. Parole che riflettono il timore, sempre più concreto, di un’escalation che possa estendersi oltre i confini ucraini.
Ferma anche la condanna dell’Italia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito l’episodio “una inaccettabile violazione dello spazio aereo dell’Alleanza Atlantica”, ribadendo il pieno sostegno alla Polonia e alla coesione della NATO.
Mentre il conflitto in Ucraina entra nel suo 1.295º giorno, lo scenario europeo appare sempre più fragile e il rischio di un allargamento del conflitto torna al centro del dibattito internazionale.





