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La “signora Adriana”, pensionata di Avellino, chiede risarcimento di 500 euro a Chiara Ferragni

Si è aperto ieri a Milano il processo contro Chiara Ferragni, accusata di truffa aggravata per la campagna promozionale del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Alla prima udienza si è presentata una sola parte civile, una pensionata di 70 anni di Avellino, nota come “signora Adriana”, assistita dalle associazioni di consumatori Adicu e Casa del Consumatore.

La donna ha dichiarato di aver acquistato i prodotti con l’intenzione di fare beneficenza, convinta che una parte del ricavato fosse destinata al reparto pediatrico dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, come pubblicizzato. Tuttavia, si è resa conto solo ad aprile che la donazione effettiva era stata fatta unicamente da Balocco, mesi prima, senza legami con il numero di vendite. Il danno presunto è stato quantificato dal suo legale, Giulia Cenciarelli, in circa 500 euro.

La Procura di Milano contesta a Ferragni, insieme all’ex collaboratore Fabio Damato e ad altri soggetti coinvolti, un profitto ingiusto superiore a due milioni di euro, derivante da prezzi maggiorati e da un illecito ritorno di immagine legato all’uso improprio della beneficenza.

Secondo quanto emerso dall’udienza a porte chiuse, si sta valutando un tentativo di conciliazione extragiudiziale, con una proposta di risarcimento che potrebbe convincere la signora Adriana a ritirarsi dal procedimento.

Questo episodio si aggiunge alla vicenda legata alla maxi multa da un milione di euro dell’Antitrust a Ferragni, che ha già versato più di 3,4 milioni in risarcimenti e donazioni, tra cui un milione all’Ospedale Regina Margherita, 1,2 milioni all’impresa sociale I Bambini delle Fate e 200mila euro per iniziative contro la violenza sulle donne.

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