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Guerra in Medioriente, Netanyahu accetta il piano USA: “Fine del conflitto a Gaza possibile”

Il conflitto in Medioriente è giunto al giorno 725, ma per la prima volta da mesi sembra aprirsi uno spiraglio verso la fine delle ostilità. “Accetto il tuo piano per mettere fine alla guerra a Gaza”, ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante una conferenza stampa congiunta con Donald Trump alla Casa Bianca.

Il piano americano, articolato in 20 punti, prevede il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani detenuti da Hamas entro 72 ore — vivi o morti — in cambio della liberazione di 250 prigionieri palestinesi da parte di Israele. Il documento, accolto con favore anche da Palazzo Chigi che lo definisce “una possibile svolta”, prevede inoltre amnistia per i membri di Hamas che rinunceranno alla lotta armata e si impegneranno per la coesistenza pacifica. Israele, dal canto suo, si impegna a non occupare né annettere la Striscia di Gaza e a non forzare alcun trasferimento della popolazione.

Netanyahu ha lanciato però un ultimatum ad Hamas: in caso di rifiuto del piano, Israele avrà il “pieno appoggio degli Stati Uniti” e il “diritto di completare il lavoro” per eliminare il gruppo estremista.

Dal fronte palestinese, la reazione è prudente. La delegazione negoziale di Hamas ha annunciato che esaminerà la proposta “con responsabilità”, pur sottolineando, tramite il funzionario Muhammad Mardawi, che il piano “pende verso la prospettiva israeliana”.

Intanto, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha espresso soddisfazione per l’iniziativa americana, dichiarando che la “Ue è pronta a contribuire” a un eventuale processo di pace. La risposta ufficiale di Hamas è attesa nei prossimi giorni.

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