La guerra in Ucraina è giunta al giorno 1.332 e, a sorpresa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un imminente vertice con Vladimir Putin a Budapest “nel giro di un paio di settimane”, con l’obiettivo dichiarato di “mettere fine a questa ingloriosa guerra”. L’annuncio arriva dopo una telefonata inaspettata tra i due leader, avvenuta alla vigilia dell’incontro alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Trump ha definito il colloquio con lo “zar” russo come “produttivo” e ha parlato di “grandi progressi”, aggiungendo che si è discusso anche di rapporti commerciali tra Stati Uniti e Russia per il periodo post-bellico.
Entusiasta il premier ungherese Viktor Orban, che ha commentato: “Una grande notizia, siamo pronti a ospitare il vertice”. Intanto, Zelensky è sbarcato a Washington con una richiesta precisa: ottenere i missili Tomahawk a lungo raggio. Per il Cremlino, però, questa mossa danneggerebbe le prospettive di pace. E lo stesso Trump, dopo le aperture dei giorni scorsi, frena: “Non possiamo esaurire le scorte”.
Un nuovo scenario diplomatico si apre mentre la guerra continua, tra segnali contrastanti e manovre che potrebbero cambiare gli equilibri del conflitto.





