Il presidente della Provincia di Avellino, Rizieri Buonopane, ha inviato una lettera aperta al presidente della Giunta Regionale, Roberto Fico, e all’amministratore di Alto Calore Servizi, Alfonsina De Felice, per sollecitare il blocco dell’aumento della tariffa idrica annunciato nelle ultime settimane.
Nella missiva, Buonopane ribadisce con fermezza la necessità di fermare rincari che, fino a pochi giorni fa, sembravano scongiurati in attesa di un confronto più approfondito volto a individuare soluzioni alternative. “Così non è stato – scrive il presidente – stando a quanto si apprende dagli organi di informazione e dalle interlocuzioni informali”.
A sostegno della sua posizione, Buonopane richiama anche quanto stabilito dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 7 novembre 2025 (sentenza n. 16), secondo cui non è consentito coprire con la tariffa idrica i costi derivanti da determinate scelte del gestore del servizio idrico integrato, pubblico o privato. In particolare, il riferimento è al riconoscimento degli oneri finanziari con differimento biennale.
“Non è una posizione demagogica”, chiarisce il presidente della Provincia, ricordando che il prossimo 19 dicembre, tra i punti all’ordine del giorno del comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano, figura l’approvazione dello schema regolatorio del piano tariffario 2024-2029 di Alto Calore Servizi Spa. Un piano che prevede aumenti complessivi che sfiorano il 60%, con recupero a partire dal 2024. “Un balzello inaccettabile per le comunità irpine”, soprattutto alla luce delle gravi criticità del servizio.
Buonopane sottolinea come, ancora oggi, a pochi giorni dall’inizio delle festività natalizie e in pieno inverno, si registrino interruzioni dell’erogazione idrica tali da costringere alcuni sindaci alla chiusura delle scuole. Una situazione paradossale, aggravata da reti colabrodo che disperdono oltre la metà della risorsa e da sorgenti che non si sono adeguatamente rimpinguate. “Una beffa per l’Irpinia – scrive – che rappresenta uno dei bacini idrografici più importanti d’Europa”.
Il presidente ricorda inoltre che, nell’assemblea dei sindaci dello scorso agosto, si era discusso di una rimodulazione graduale degli aumenti, una soluzione equilibrata per sostenere Alto Calore Spa senza scaricare costi insostenibili su famiglie, attività commerciali e imprese. Tuttavia, a oggi, nulla di concreto è stato fatto.
Non mancano poi rilievi di natura procedurale e istituzionale. Secondo Buonopane, l’amministratore di Alto Calore, pur continuando a godere della sua stima, avrebbe disatteso il mandato basato sul documento votato in assemblea al momento della designazione. Il piano tariffario, inoltre, non sarebbe mai stato sottoposto all’approvazione dell’assemblea, se non per quanto previsto dal piano concordatario, né riproposto all’Eic Irpino per una nuova approvazione. A ciò si aggiunge l’esclusione dei Comuni del Sannio, impossibilitati a esprimersi e costretti a subire decisioni che gravano sui propri cittadini con oneri che, peraltro, non dovrebbero essere attivi già dal 30 giugno 2024. Il tutto in un contesto in cui, per questo piano, è stata anche modificata la governance di Alto Calore Spa.
Alla luce di tutte queste considerazioni, Buonopane ribadisce con forza la richiesta di fermare gli aumenti tariffari. “In questa provincia – conclude – vogliamo e difendiamo la gestione pubblica della risorsa idrica, ma senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini”. Una presa di posizione netta che riaccende il dibattito sul futuro del servizio idrico e sulla sostenibilità delle scelte tariffarie per i territori irpini.





