A pochi giorni dall’accendersi dei riflettori sul prossimo Festival, Carlo Conti torna a fare chiarezza sul caso che ha agitato il dibattito pubblico nelle ultime settimane: la scelta, poi ritirata, di Andrea Pucci come co-conduttore della terza serata di Sanremo 2026.
Intervenendo ai microfoni di Rtl 102.5 nella mattinata del 13 febbraio, il direttore artistico ha ribadito con fermezza la propria autonomia decisionale: “I direttori artistici hanno piena libertà. Nessuno interferisce, nessuno mi dice chi devo o non devo chiamare. È sempre stato così, con qualsiasi governo”.
Una dichiarazione netta, che arriva dopo le polemiche politiche e mediatiche esplose in seguito all’annuncio del coinvolgimento del comico milanese. Il suo nome aveva infatti acceso un acceso confronto, con esponenti del Partito Democratico che avevano chiesto chiarimenti ai vertici Rai, definendo inaccettabile la scelta di una figura ritenuta controversa.
Conti ha sottolineato che la decisione di includere Pucci nel cast era maturata in piena autonomia, sulla base del percorso professionale dell’artista: “È stato premiato all’Arena per gli incassi teatrali, e a Zelig non si erano mai verificati episodi problematici. Ma il Festival è sempre sotto i riflettori: diventa il luogo dove ogni tema si amplifica e ogni scelta viene scrutinata”.
Ma l’8 febbraio, a due settimane dall’inizio della manifestazione, Pucci ha annunciato la rinuncia al palco dell’Ariston ancora prima di debuttare. Una decisione motivata da quella che ha definito un’“onda mediatica negativa”, culminata in attacchi e minacce rivolti anche alla sua famiglia.
In un messaggio pubblico, il comico ha respinto le accuse di omofobia e razzismo, dichiarando di non aver mai nutrito sentimenti d’odio verso alcuno e definendo “inaccettabili” certi toni utilizzati nei suoi confronti.
Conti guarda avanti e svela anche un desiderio per questa edizione. Sull’onda dell’entusiasmo per i risultati azzurri alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, il direttore artistico immagina una celebrazione collettiva sul palco più famoso d’Italia: “Mi piacerebbe riunire un gruppo di medagliati olimpici, farli salire tutti insieme all’Ariston per festeggiare i loro successi”.
Un’idea che intreccia musica e sport, nel segno dell’orgoglio nazionale, e che potrebbe aggiungere un momento simbolico a un’edizione già al centro dell’attenzione.
Tra polemiche, rinunce e nuovi progetti, Sanremo 2026 si conferma ancora una volta non solo un evento musicale, ma un grande specchio del dibattito culturale e politico del Paese.





