Il comitato di esperti riunito all’Ospedale Monaldi di Napoli ha espresso parere negativo al nuovo trapianto di cuore sul bimbo di due anni e mezzo al quale lo scorso dicembre era stato impiantato un cuore risultato danneggiato. La decisione definitiva sull’eventuale operazione sarà presa solo dopo la valutazione del team di specialisti che nella giornata odierna esaminerà la trapiantabilità del piccolo paziente ricoverato in Terapia Intensiva.
L’Azienda dei Colli di Napoli ha sottolineato che questa attesa non avrà alcuna ripercussione sul cuore del donatore, già gestito secondo le procedure standard di donazione.
Questa mattina, i cardiologi della task force incaricata della valutazione hanno raggiunto il Monaldi. L’equipe è composta da Carlo Pace Napoleone dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, Giuseppe Toscano dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova, Amedeo Terzi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e Guido Oppido dell’Ospedale Monaldi. Dopo la visita del piccolo, gli esperti terranno una riunione per stabilire se l’intervento sia praticabile.
“Sappiamo che il bimbo è in lista insieme ad altri tre bambini in attesa di trapianto, ma nel suo gruppo sanguigno è il primo,” ha dichiarato Francesco Petruzzi, legale della madre. “L’unico chirurgo disposto a operare nuovamente il bambino è il dottor Guido Oppido, che lo aveva già operato. La mamma è d’accordo con questa scelta. Ci viene riferito che le possibilità di riuscita dell’operazione sono intorno al 10%.”
Intanto, gli ispettori del Ministero della Salute hanno iniziato ad acquisire la documentazione relativa al cuore danneggiato e, dopo Napoli, proseguiranno all’ospedale di Bolzano per completare il fascicolo. L’arrivo del team di esperti che dovrà valutare la compatibilità del cuore nuovo è atteso nelle prossime ore.
La situazione resta delicata e i medici confermano che ogni decisione sarà presa con la massima cautela, valutando la sicurezza e le possibilità di successo dell’intervento sul piccolo paziente.





