Un cuore destinato a un bambino dell’ospedale Monaldi di Napoli, purtroppo non trapiantabile a causa delle gravi condizioni cliniche del piccolo, ha trovato nuova vita in un altro bambino, primo nella lista nazionale d’urgenza, operato con successo all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Dopo una valutazione durata cinque ore, il vertice dell’Heart Team del Monaldi, composto da una decina di medici tra i massimi esperti in cardiochirurgia pediatrica, ha stabilito che il bambino napoletano non poteva sopportare un secondo trapianto per via di compromissione neurologica, instabilità emodinamica e crisi settica. Di conseguenza, l’organo è stato destinato a un coetaneo, selezionato grazie a un algoritmo nazionale che tiene conto di gravità clinica, compatibilità immunologica, peso e gruppo sanguigno.
Il donatore era un bambino di tre anni, morto per leucemia, gruppo 0 rh+. L’intervento, eseguito nella notte del 18 febbraio, si è concluso con successo: il cuore ha ripreso a battere nel corpo del nuovo piccolo destinatario, salvando così una vita grazie alla prontezza e alla competenza dei medici del Papa Giovanni XXIII e all’organizzazione coordinata del sistema trapianti nazionale.
Un episodio che, pur nella tragedia della perdita, conferma l’efficacia dei protocolli di urgenza e la solidarietà che può nascere anche nelle situazioni più delicate della medicina pediatrica.





