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Fonderie Pisano, l’Asi cerca un sito alternativo in Irpinia: cittadini e comitati pronti a opporsi

L’Asi sta valutando un sito alternativo in Irpinia per le fonderie Pisano, dopo il no ricevuto per l’area industriale di Luogosano grazie alla battaglia dei Sindaci e soprattutto del comitato ‘ProteggiAmo la valle del Calore’.

L’ipotesi di una nuova collocazione in Irpinia però incontra resistenze forti sul territorio.
La fonderia, nota per la sua attività inquinante a Salerno, ha già sollevato il rifiuto unanime di diversi sindaci della provincia, preoccupati per gli impatti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

Il dibattito in Irpinia si riaccende sulle vocazioni della provincia, tradizionalmente legata all’agricoltura, alla produzione di vino e olio.
Nessuna comunità sembra disposta ad accogliere un impianto industriale che rischierebbe di compromettere il territorio e le attività agricole locali.

Come detto, negli scorsi mesi il Comitato “Proteggiamo la Valle del Calore” aveva impedito l’insediamento della stessa fonderia a Luogosano, e oggi promette di replicare lo stesso impegno, affiancato da altri comitati e cittadini contrari alla presenza di impianti industriali ad alto impatto ambientale.

Situazioni analoghe a Salerno hanno già provocato polemiche e mobilitazioni, alimentando la preoccupazione che la storia possa ripetersi anche in Irpinia.

La politica in Irpinia, secondo alcuni osservatori, sta gestendo la vicenda in modo “approssimativo”, senza un dialogo chiaro con le comunità interessate.
Il futuro della fonderia Pisano resta quindi incerto, con un territorio pronto a difendere le proprie risorse ambientali e agricole contro ogni progetto industriale potenzialmente dannoso.

Mentre a Luogosano ci sono già molte aziende pronte a subentrare alla gestione ex Arcelor, tutelando i posti di lavoro dei dipendenti ora in cassa integrazione.

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