Sono ore di profonda tristezza e di immenso dolore per il commissario tecnico della Nazionale italiana, Silvio Baldini. A soli 30 anni si è spenta la figlia Valentina, una figura che per l’allenatore toscano ha rappresentato, per tutta la vita, un pilastro fondamentale e la sua più grande e costante fonte di ispirazione.
Valentina, affetta fin dalla nascita da una grave forma di tetraparesi spastica, ha costituito l’epicentro dell’esistenza di suo padre e dell’intera famiglia. Lontana dall’essere percepita come un limite o un peso, la sua presenza è stata accolta come un dono immenso e una continua, silenziosa lezione di amore incondizionato, dignità e straordinaria forza interiore.
Nelle sue interviste più intime e profonde, sempre distanti dai cliché del mondo dello sport, Silvio Baldini ha spesso raccontato come la vicinanza di Valentina lo abbia guidato nel ridimensionare i successi e i fallimenti sul campo. Valentina lo ha aiutato a rimettere il calcio nella giusta prospettiva, insegnandogli a concentrarsi unicamente su ciò che possiede un valore reale e duraturo. “Valentina mi ha insegnato ad amare senza pretendere nulla in cambio”, ripeteva spesso il tecnico, descrivendo un legame indissolubile che andava ben oltre le parole.
La notizia della scomparsa della giovane ha colpito al cuore il mondo del calcio e l’intera opinione pubblica, che in queste ore si stringono con profondo affetto e commozione attorno al commissario tecnico e alla sua famiglia in un momento di così straziante dolore.





